A distanza di 14 anni dall’ultimo disco, nel mese di dicembre 2014 D’Angelo ha annunciato la sua nuova fatica discografica intitolata “Black Messiah”. Correva infatti l’anno 2000 quando l’artista di Richmond dava alle stampe “Vodoo”, secondo album realizzato nel corso della sua carriera; il nuovo capitolo discografico si è fatto attendere a lungo ma è destinato a ottenere grandi riscontri da parte di pubblico e critica. Il disco è stato ufficialmente presentato il 14 dicembre durante un listening party organizzato a New York e lanciato anche da un breve video teaser di presentazione; e pochi giorni dopo, il 17 dicembre, l’album è stato pubblicato, un po’ a sorpresa, confermando il ritorno sulle scene di D’Angelo.
L’artista è conosciutissimo negli Stati Uniti e la notizia di un disco lanciato a distanza di 14 anni dal precedente e senza onerose campagne promozionali, è stata molto apprezzata dai suoi fan; meno conosciuto in Italia, la news relativa all’uscita di ‘Black Messiah’ di Eugene Archer, vero nome di D’Angelo, ha comunque avuto la sua risonanza anche nel Belpaese. Dal 2000 ad oggi, salvo rare collaborazioni e la diffusione di qualche brano inedito, l’artista non aveva più dato tracce di sè a livello musicale: è dunque importantissimo e molto gradito questo ritorno, accompagnato dal primo singolo Cruisin del quale è stato realizzato anche un videoclip. Il disco, ha spiegato D’Angelo “parla di noi, del mondo intero.
Di un ideale a cui ognuno si possa ispirare”, aggiungendo poi che “molti brani, non tutti, hanno una connotazione politica, ma il titolo Black Messiah serve a includerli nel contesto più giusto”. Questo perchè, aggiunge, “il Black Messiah non è un uomo. E’ la sensazione che, collettivamente, siamo tutti quel leader”. A breve il cantante si lancerà anche in una serie di concerti, programmati dal mese di dicembre in tutta Europa, purtroppo senza una tappa italiana.
Si chiama ‘Electric Soul‘ ed è il nuovo album di Marlon Roudette, cantante londinese, classe 1983, conosciuto per essere stato uno dei membri dei Mattafix insieme a Preetesh Hirji. Marlon Roudette ha esordito nel 2011 con l’album Matter Fixed, aperto dal singolo New Age, ancora oggi tra le canzoni più apprezzate. Ad agosto del 2014 invece è uscito il nuovo album dell’artista, intitolato Electric Soul lanciato dal singolo apripistaWhen The Beat Drops Out che ha ottenuto fin dalle prime settimane un grande successo.
Un disco che è stato definito dallo stesso Roudette ‘a modern classic of synthetic R&B’, a voler descrivere le variegate commistioni musicali presenti nei tredici brani che lo compongono. Si tratta infatti di un album ricco di irresistibili melodie, con diverse canzoni divenute fin da subito delle vere e proprie hit in un disco che rappresenta, per Roudette, il sogno di una vita. Electric Soul è una somma di 18 mesi della vita di Marlon Roudette, come lui stesso ha descritto, nel quale ha rivelato di aver dato il meglio di sè tanto da realizzare, per un solo brano, fino a 30 versioni diverse pur di arrivare a quella perfetta. Insomma un disco che ha richiesto molta dedizione, e che comprende canzoni scritte dall’artista insieme ad alcuni autori comeJamie Hartman, che ha scritto per Christina Aguilera, Jason Mraz e Joss Stone, e Stuart Matthewman, membro dei Sade.
Il risultato è un album nel quale viene ben espresso un sentimento particolare, legato alle sensazioni provate quando si torna alla luce dopo una notte tumultuosa. Si tratta di canzoni caratterizzate da tematiche sostanzialmente più positive rispetto a quelle del disco precedente, pur trattandosi di un album introspettivo e a suo modo ‘dark’. La voce si è invece fatta più ‘saggia’, impostata sul racconto. Insomma un lavoro raffinato disponibile in tutti i negozi, anche online, di dischi.
MarcoCastoldi, in arte Morgan, aveva annunciato su Facebook che a Maggio sarebbe uscito il suo nuovo album di inediti. Ma qualcosa è andato storto perché l’ultimo album di inediti è “Da A ad A” del 2007. Di questo nuovo disco si sapeva solo che avrebbe contenuto “Spirito e virtù“, il singolo che aveva presentato in occasione della puntata semifinale del talent musicale X Factor 7 dove ricopre il ruolo di vocal coach.
Nonostante J-Ax abbia dichiarato al settimanale Sorrisi che Morgan sia irrilevante dal punto di vista discografico proprio perché assente dalle scene musicali da molti anni, il folle artista non ha mai smesso di comporre. Tanto che la pubblicazione del nuovo disco potrebbe segnare anche la sua rinascita.
Il giudice di X Factor sta vivendo un momento molto positivo e ai microfoni di Radio DeeJay ha svelato che sta lavorando a cinque album dal significato diverso ma tutti con l’acronimo “MS”. Dopo l’annuncio di Maggio in molti si sono chiesti se esista davvero un nuovo disco e ha dichiarato che non è come “il Sacro Graal”, e che esiste davvero. Si tratta di un progetto musicale molto articolato e “MS” non è un riferimento alla marca di sigarette che fuma ma le iniziali di: “Musica Sentimentale“, “Musica Sociale“, “Musica Seria“. Inoltre a breve verrà pubblicata una compilation speciale con i brani di tutti gli artisti che sono diventati famosi dopo aver partecipato ad X Factor e che sono stati in squadra con Morgan. Non ci sono ancora date ufficiali, ma speriamo che arrivi entro il mese di Dicembre.
L’esperienza di coach all’interno del programma X Factor ha entusiasmato Morgan a tal punto da voler aprire una scuola di musica a Monza, la città in cui vive. Il sindaco gli ha già assegnato alcuni spazi per creare una scuola dove si può accedere solo se si ha “l’x factor”. Musica e tecnologia saranno alla base di questo percorso di studi. Agli strumenti classici verrà affiancato il computer, d’altronde come lui stesso ha affermato, in questo settore è un “luminare”.
C’è sempre un’attesa speciale per ogni uscita discografica degli SmashingPumpkins. Dopo il successo di ‘Mellon Collie and the Infinite Sadness‘ (1995) e del suo seguito, ‘Adore‘ (1998), la band originaria dell’Illinois ha acquisito uno status riservato a pochi nel mondo del rock, tanto che nemmeno il temporaneo scioglimento e il cambio di line-up lo ha scalfito. Ora i ‘Pumpkins’ tornano con ‘Monuments To An Elegy‘ e hanno in serbo anche una sorpresa per il 2015.
Doppia pubblicazione
A due anni di distanza da ‘Oceania’, l’ultimo album di inediti, il prossimo 9 dicembre è prevista la pubblicazione del nuovo disco, anticipato dal singolo ‘Being Beige‘. L’ennesima fatica di Billy Corgan, leader e unico membro rimasto della formazione originaria degli Smashing Pumpkins, si preannuncia imperdibile per due motivi: innanzitutto, si mormora che potrebbe essere l’ultimo lavoro in studio prima del definitivo scioglimento; inoltre, ‘Monuments To An Elegy’ (definito da Corgan ‘album all’interno di un album’) comporrà, assieme a ‘Oceania’, le prime due parti di ‘Teargarden by Kaleidyscope‘, un progetto in 44 canzoni che troverà il suo completamento a 2015 inoltrato con il lancio di ‘Day for Night’, l’ultimo capitolo di questa trilogia in musica.
Ritorno alle origini
E non finisce qui. Tra le ‘chicche’ presenti nel disco c’è la collaborazione con una guest-star del calibro di Tommy Lee, batterista dei Mötley Crüe. Fa ben sperare i fan anche il fatto che alla produzione sia stato chiamato Howard Willing, il quale aveva lavorato con Corgan e soci per ‘Adore’, uno dei dischi più amati della band: si prospetta un ritorno al sound classico degli Smashing Pumpkins, a metà strada fra il dream pop che li ha resi celebri e il rock ‘noise’. Saranno nove i brani presenti in ‘Monuments To An Elegy’, registrato a Chicago e distribuito sotto etichetta Sony;
Ecco di seguito la track-list: 01. Being Beige, 02. Anti-Hero, 03. Tiberius, 04. Run to Me, 05. One and All, 06. Drum and Life, 07. Dorian, 08. Monuments, 09. Anaise.
Con un messaggio pubblicato sul suo sito ufficiale Marco Mengoni ha annunciato che tornerà presto sulla scena discografica con un progetto musicale che si dividerà in due tempi.
Mengoni ha deciso di sfidare le rigide regole imposte dalla discografia rivelando in anteprima i dettagli del cammino che intende intraprendere insieme ai suoi fan. Secondo Marco Mengoni, un album non è solo un contenitore di brani ma un raccoglitore di vita e di situazioni. Il materiale c’è ed è già pronto, ma la sua diffusione seguirà un’evoluzione naturale e innovativa. La prima parte di questo lavoro verrà pubblicata già a gennaio 2015, mentre la seconda è ancora un file che l’istrionico cantautore ha deciso di lasciare aperto.
I fan di Mengoni avranno un anno davvero intenso, perché dopo l’uscita della prima parte del suo progetto musicale, in primavera partirà il tour dove il cantante si confronterà direttamente con loro, a caccia di feedback e risposte positive su questo modo sperimentale di fare musica.
L’unica incertezza riguarda solo i brani. Mentre nella prima parte ci saranno brani inediti, nel secondo tempo potrebbero esserci contenuti speciali formato video o nuovi arrangiamenti dei suoi successi. Al momento sono stati già rivelati troppi dettagli.
La produzione del disco sarà affidata a Michele Canova che ha già curato “Pronto a correre”. Per lavorare al nuovo album Marco Mengoni si è trasferito a Los Angeles nel Sunset Sound Studios di Hollywood alla fine dello scorso anno. Secondo alcune indiscrezioni il titolo del nuovo lavoro potrebbe essere “Quello che sarà”, che si addice perfettamente al tipo di progetto che ha in mente l’artista.
E’ un disco ‘al plurale’ l’ultimo lavoro discografico di Eros Ramazzotti. Si intitola ‘Noi‘ l’ultimo album del cantante romano, pubblicato nel 2012 ed anticipato dal singolo Un angelo disteso al sole. Un album che segue il precedente lavoro “Ali e radici” datato 2009 e caratterizzato dal fatto che quasi tutte le sue canzoni presentano la parola Noi e dalla presenza di artisti di spicco del calibro di Hooverphonic, la ex Pussycat Dolls Nicole Scherzinger e Giancarlo Giannini.
Si tratta del nono disco in studio per Eros Ramazzotti, che vi ha lavorato con dedizione e grande intensità artistica, pensato per rivolgere alle persone un messaggio di unione, la necessità di stare insieme per aiutarsi reciprocamente e migliorarsi. Noi è stato uno dei dischi più attesi del 2012, ed è balzato alle prime posizioni di numerose classifiche internazionali. Primo in Italia, ha toccato la seconda posizione in Austria e Svizzera e il terzo posto in Belgio e Croazia. Peculiarità dell’album è legata al fatto che è stato reso disponibile in tre distinte versioni, una delle quali appositamente dedicata ai fan italiani, una rivolta al mercato internazionale e la terza, intitolata Somos, per i fan spagnoli e latino-americani di Eros Ramazzotti.
Per Eros Noi è l’album di un nuovo inizio, una partenza all’insegna della positività e per lanciare un messaggio di ottimismo legato inevitabilmente anche alla sfera privata dell’artista che dopo la fine del matrimonio con Michelle Hunziker ha ritrovato l’amore tra le braccia di Marica. Per comporlo, Eros ha spiegato di essere sceso nella cantina di casa e qui di aver costruito il disco pezzo per pezzo, con la sua chitarra. Tra le curiosità, anche la partecipazione nell’album, delle sue figlie: Aurora ha realizzato alcune vocalizzazioni per il brano ‘Abbracciami‘ mentre della figlia più piccola, che all’epoca della registrazione di Noi aveva 15 mesi, ha registrato il pianto con uno smartphone, inserendolo nella canzone “Tempesta di Stelle“.
Fedez è uno degli artisti con maggior seguito e successo commerciale dell’attuale panorama rap italiano, nonchè punta di diamante della casa discografica Tanta Roba Label che produce i rapper più acclamati della penisola.
Il 10 Settembre 2014 viene rilasciato al pubblico l’ultimo album in studio del rapper milanese, intitolato “Pop-Hoolista“, dove Fedez ha scelto di trattare come tema fondante quello della politica italiana.
In passato Fedez ha rilasciato in free download, ovvero con possibilità di scaricare gratis, uno dei suoi album, precisamente quello dal nome “Il mio primo disco da venduto“. Purtroppo però il tempo per poter effettuare il download sul sito ufficiale di Tanta Roba è scaduto ormai da tempo.
I mezzi per poter effettuare il download gratis, e quindi illegale, dell’ultimo album di Fedez, non saremo certo noi a consigliarvelo. Anzi vi invitiamo a recarvi sullo store di iTunes e comprare a modici prezzi le singole canzoni o i dischi del rapper milanese Fedez.
Anche se nei nostri cuori rimarrà sempre Violetta, Martina Stoessel è cresciuta e si è trasformata in Tini.
Martina Stoessel nasce a Buenos Aires il 21 marzo 1997, padre di origine tedesca, madre di origine spagnola ed ha un fratello maggiore, Francisco.
Inizia sin da piccola a studiare canto, pianoforte, commedia musicale, teatro musicale e danza.
Nel 2007 partecipa come attrice nella prima stagione del Il mondo di Patty nel ruolo di Martina, assistenti di Fito Bernardi, e poi nella seconda stagione, le fanno interpretare anche Anna da piccola, alcuni flashback di un’amica di Leandro che incontrava nel bosco.
Nel 2011 partecipa attivamente su Disney Chanel America Latina, interpretando delle canzoni e da li in poi il grande successo, infatti la canzone viene inserita nella compilation del programma.
Nel 2012 ha il ruolo di Violetta, nella serie televisiva che ha avuto molto successo.
Stoessel canta il brano iniziale ed ha un grandissimo successo, vince molti premi e viene riconfermata per le stagioni a seguire di Violetta.
Ha cantato anche la canzone in Frozen nella versione Libre Soy per il pubblico spagnolo e argentino.
Nel maggio del 2014 è stata pubblicata l’autobiografia, intitolata Simplemente Tini uscita in Italia intitolata Semplicemente Tini.
Nel 2016 è uscito il film Tini, la nuova vita di Violetta, lei è la protagonista, logicamente e partecipano anche alcuni membri del cast di Violetta.
Il film racconta il percorso di vita di Violetta che diventa la star Tini, parallelamente ewsce il nuovo album musicale da solista Tini.
Non dimentichiamoci che Violetta ha avuto sempre un grandissimo successo tra il pubblico delle adolescenti, i suoi concerti hanno sempre il pienone ed i biglietti sono subito venduti, quindi spicciatevi e non perdete tempo.
Tini interpreterà tantissimi brani tratti dal suo album lavoro inoltre ci regalerà emozioni dalla colonna sonora del film e dalla serie tv che tanto è stata amata.
Dusk Till Dawn sta già spopolando, ed è uscito oggi!
Oggi esce il nuovo singolo di Zayn Malik, prima canzone del secondo album che uscirà a breve.
Secondo album da solista, dove ha collaborato con Sia.
Dusk Till Dawn sta facendo impazzire già le classifiche mondiali, già si trova ai primi posti.
Ottima collaborazione tra i due artisti e grazie all’amore dei fan riescono ad essere seguiti e sostenuti in ogni progetto.
Come vedere dall’immagine la copertina di Dusk Till Dawn ha ripreso uno stile di altri tempi.
Assomiglia alle copertine dei film d’azione come Terminator. Il videoclip è stato girato e diretto da MarcWebb, cantante dei One Direction, che tra l’altro potrete vederlo sul grande schermo nel film Dunkirk. Tra il cast potrete notare anche Jenima Kirke.
In una intervista recente Zayn Malik ha dichiarato che nei prossimi lavori vorrebbe raccontare e parlare della sua vita.
Cantare canzoni sulle sue esperienze e delle sensazioni provate senza filtri, insomma grandi cose ci aspettiamo da questo ragazzo.
Inoltre GQ ha investito ZAYN di un ruolo molto importante, l’ha eletto come uomo più alla moda dell’anno 2017.
GQ, pensate, niente di meno, gli ha dedicato una intera copertina del nuovo numero in usicta.
Dusk Till Dawn Video
Dusk Till Dawn ascolta la cnazone su Spotify
Questo ragazzo ci sorprenderà con i suoi lavori, inoltre grazie alle meravigliose collaborazioni riuscirà a crescere velocemente il suo carisma e bagaglio musicale.
Il precedente lavoro Mind of Mine acquistatelo subito se ancora non lo avete fatto.
Grazie alla collaborazione con grandi nomi e la notorietà che loro insieme ai fan hanno creato, l’uscita del primo inedito del secondo album sta creando grande successo.
Ottima prestazione, bel video, gran bella performance di tutti coloro che hanno lavorato per creare questa bellissima emozione.
A questo punto siamo curiosi di ascoltare l’intero album, restiamo sintonizzati per le prossime novità.
Fatelo anche voi, con noi!
Joni Sledge è stata trovata da un suo amico e non si conoscono le cause della morte.
Si sa che era in perfetta salute, tant’è che le Sister Sledge avevano un concerto proprio sabato prossimo.
Le Sister Sledge nascono come quartetto di musica funky e dance negli anni 70.
L’incontro con Bernard Edwards e Nile Rodgers degli Chic segna il loro successo.
Rodgers e Edwards scrivono e suonano nel loro album We Are Family,
e He’s The Greatest Dancer arriva nella top ten.
Il pezzo ritorna nella top ten grazie al Will Smith con Getting Jiggy Wit It,
che ne ha ricampionato la musica per il suo pezzo.
Bill Warren, membro dello staff delle Sister Sledge ha dato la notizia con queste parole:
“On yesterday, numbness fell upon our family. We welcome your prayers as we weep the loss of our sister, mother, aunt, niece and cousin,”
“Ieri, una nube scura è calata sulla nostra famiglia. Siamo grati per le vostre preghiere mentre piangiamo la perdita di nostra sorella, madre, zia, nipote e cugina”
Tante sono le loro canzoni che sono arrivate alla vetta,
mettiamo i video delle più famose che le hanno portate in cima alla classifica dance degli anni ’70,
con la loro canzone più iconica durante il grande live a Tokyo con gli Chic.
Sister Sledge Lost In Music
Sister Sledge He’s the Greatest Dancer
Sister Sledge We are Family
La musica perde una voce importante, che da 40 anni ci fa divertire e che ha dato ispirazione a tante ragazze che grazie a loro si sono avvicinate alla musica e al ballo.
Non c’è molto da dire, le foto sono diverse, ma anche incredibilmente simili.
Il brutto di questa storia è la frase del fotografo Ari Seth Cohen:
“It is so frustrating when I see or hear of intellectual property being ripped off by large and powerful companies who have the resources to fight lawsuits.”
Che tradotto:
“E’ così frustrante quando vedo o sento che la proprietà intellettuale viene rubata da una grande e potente azienda che ha le risorse per una battaglia legale”
Non sappiamo se ora vorrà veramente portare in tribunale Mina e Celentano, ma sicuramente i 2 big della canzone Italiana non ci fanno una bella figura con quanto è successo.
Con queste poche parole sulla sua pagina di Facebook è stato dato l’annuncio della sua scomparsa.
Questa è la traduzione del testo:
“E ‘con profondo dolore si segnala che il leggendario poeta, cantautore e artista, Leonard Cohen è morto.
Abbiamo perso uno dei visionari più venerati e prolifici della musica.
Un memoriale si terrà a Los Angeles in un secondo momento. La famiglia chiede privacy durante il loro momento di dolore.”
Noi lo ricordiamo come uno dei più importanti cantautori moderni, ma era anche scrittore e poeta di grande levatura, tanto da aver meritato il titolo di Compagno dell’Ordine del Canada, che è la più alta onorificenza che danno nel suo paese.
La sua carriera musicale inizia, dopo un grande successo letterario, nel 1967, con il disco Songs of Leonard Cohen che tratta di morte e sucidio, argomenti molto duri nel momento clue dell’epoca dei figli dei fiori.
Il disco non ebbe il successo meritato, e solo dopo una decina di anni venne rivalutato dal pubblico e naturalmente dalla critica.
Ma non si lascia abbattere dalle stroncature iniziali e due anni dopo esce Songs from a Room, che contiene Seems so long ago, Nancy e Bird on the Wire, che fanno scalare le classifiche fino al 2° posto in UK.
E’ con questo disco che il mondo si accorge di Leonard Cohen.
Altri due anni ed esce il disco Songs of Love and Hate, che lo catapulta in cima alle classifiche e lo decreta ufficialmente come uno dei migliori cantautori del mondo.
Dovremo aspettare quasi 5 anni per un nuovo disco, in questo periodo esce “Live Songs” con le canzoni registrate live nei vari concerti.
Nel 1974 esce il quarto disco in studio, New Skin for the Old Ceremony, e successivamente Death of a Ladies’ Man nel 1977 che vede tra i musicisti anche Bob Dylan.
Altri 2 anni ed esce Recent Songs, e anche questo disco fa il pieno di premi e rinoscimenti, ma dopo anni non possiamo dire che è tra i suoi dischi più riusciti, e anche lui sembra accorgersene.
Bisogna aspettare 5 anni per il disco più ascoltato di Leonard Cohen, Various Position esce nel 1984, contiene la famosissima canzone Halleluja. Il disco è molto diverso dai precedenti ed i fan di Cohen non sembrano apprezzarlo appieno. Questo perché è un’altro esempio della “visione musicale” di Leonard Cohen, che spezza l’abitudine musicale del periodo e questo disco diverrà nel tempo uno dei più ascoltati, grazie anche al singolo Halleluja che diventerà una delle canzoni più coverizzate della storia della musica.
Nel 1988 esce I’m Your Man, un altro disco di cambiamenti dove le sonorità più folk dei dischi precedenti vengono sostituite da una musica più corposa, con grande uso di tastiere elettroniche e strumenti ad arco.
Dobbiamo aspettare il 1992 per ascoltare nuovi brani di Leonard Cohen, e l’attesa è ripagata con l’uscita di The Future, che svetta nelle classifiche ed arriva a vincere il disco d’argento nel Regno Unito. Grande risultato considerando che nello stesso anno escono i Nirvana con Nevermind, Dangerous di Michael Jackson e The One di Elton John.
Dopo un lungo periodo di 9 anni esce Ten New Songs, che è il primo dei “soliti album di Leonard Cohen”, ma i “soliti album” di Leonard Cohen per fortuna sono dischi di grande musica, tra i pezzi più belli c’è la romanticissima Boogie Street. La sonorità è più attuale, con grandi riferimenti al Rhythm&Blues più raffinato.
Nel 2004 viene pubblicato Dear Heather, che porta un po’ più in là la musica e i testi di Ten New Songs, e che per questo sarà molto vituperato da alcuni critici americani, critiche che però non vengono confermate dalle vendite dei fan, che anzi lo definiscono tra gli album più belli del cantautore canadese.
Ci avviciniamo ai giorni nostri, nel 2012 Leonard Cohen pubblica Old Ideas, che come dice il titolo nasce dal recupero di vecchie canzoni messe nel cassetto e proposte con il sound oramai riconoscibile del cantautore, nel 2014 esce Popular Problems, oramai il cantautore è anziano e ci descrive il suo modo di vedere la vita. E’ un album molto curato ma anche molto asciutto, dove il testo ha il compito di mantenere tutta la struttura musicale, come si capisce dal singolo Almost Like the Blues.
Arriviamo ad oggi, l’anno della sua morte è anche l’anno in cui esce You Want It Darker, un album diverso dai precedenti, tornano un po’ di atmosfere cupe e testi di un uomo che sa di avvicinarsi ai suoi ultimi anni. Ritorna il misticismo soprattutto sulla title track del disco:
Ci lascia con quest’ultimo lavoro, che indubbiamente è uno dei migliori dischi di quest’anno, ma anche una riflessione sulla vita che oramai ci è alle spalle.
Per chi volesse ecco tutti gli album di Leonard Cohen: