Questa notte ci ha lasciati B.B.King, il più grande bluesman di tutti i tempi.
Non siamo soliti scrivere coccodrilli e non lo faremo neanche questa volta, non vogliamo scrivere della sua morte ma della sua vita.
Il vero nome di B.B.King è Ripley B. King, e nasce a Itta Bena (vedi mappa) in una casupola ai bordi della piantagione di cotone in cui viveva sua madre.
Riceve la prima chitarra in regalo proprio dal padrone dei terreni e da quel momento la sua vita inizia a cambiare.
Passa la gioventù a lavorare ma soprattutto ad imparare a suonare la chitarra, aiutato anche dal cugino Bukka White. Inizia a lavorare in una stazione radio di Memphis, la Memphis WDIA, e cosa unica in quel periodo, inizia a pubblicare solo musica nera, siamo nel 1946, anni in cui la situazione razziale in USA è ancora al di là di essere risolta, quella radio che diventerà il suo trampolino di lancio facendolo suonare dal vivo nei piccoli studi della stazione.
Ripley ha bisogno di un nome d’arte, i suoi primi fans lo chiamano Blues Boy, da qui le iniziali B.B.
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Inizia la gavetta con la Bullet Records e poi con la RPM Records che durerà oltre 30 anni, ed è in quegli anni che inizia a scrivere le canzoni che sono diventate i classici della musica americana. Pezzi come You Know I Love You, Please Love Me, When My Heart Beats Like a Hammer, Whole Lotta’ Love, Every Day I Have the Blues, Sneakin’ Around, Ten Long Years, Bad Luck, On My Word of Honor In quegli anni gira col minibus insieme alla band facendo anche 300 concerti l’anno nei locali blues del sud degli states, pagati pochissimo e in condizioni al limite. Ma non molla. E fa bene! La svolta viene nel 1969, in cui fa una cover di “The Thrill Is Gone“, che arriva ai primi posti sia delle classifiche Blues che di Rythm&Blues. La popolarità grazie a quel pezzo aumenta, ed a 44 anni B.B.King ha una nuova giovinezza musicale, esce da quel mercato di sola musica nera e diventa il paladino del Blues per tutta la nazione.
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Il prossimo 8 gennaio è una ricorrenza speciale per la musica: se fosse ancora vivo, Elvis Presley festeggerebbe il suo ottantesimo compleanno. Per celebrare l’occasione, verranno messe all’asta alcune sue registrazioni, per la precisione due canzoni incise il 18 luglio 1953 durante le sessioni del suo primo disco per la Sun Records. All’epoca il giovane Elvis era ancora bel lontano dal divenire “The King” e in quell’estate del ’53 era impegnato al “Memphis Recording Service” per incidere l’album di debutto; il 18 luglio incise due brani, intitolati “My happiness” e “That’s when your heartache begins“, che nelle intenzioni di Elvis – almeno stando a quanto racconta la leggenda – sarebbero dovute essere un regalo per la madre. I pezzi invece furono affidati a Ed Leek, un amico dello stesso Elvis che aveva pagato quattro dollari per la registrazione. La sola copia esistente delle due canzoni – inserite poi in diverse raccolte nel corso degli anni – è in acetato e verrà messa all’asta proprio l’8 gennaio. La rivista specializzata “Record Collector” ha fornito una valutazione dell’acetato che si aggira sul mezzo milione di dollari. La preziosa registrazione, dopo essere rimasta in un cassetto degli studi di registrazione di Memphis, verrà quindi venduta e l’appassionato collezionista di Elvis che vorrà aggiudicarsela dovrà mettere pesantemente mano al portafogli.


